Il Consiglio provinciale di Roma ha approvato il Bilancio di previsione 2012 e il piano delle Opere pubbliche dell'Amministrazione Zingaretti. Nonostante la pesantissima crisi economica e finanziaria che stiamo ancora attraversando a livello mondiale e tenuto conto dei tagli agli enti locali operati dal Governo, dei vincoli sempre più stringenti imposti dal Patto di stabilità e della sensibile riduzione delle entrate, anche quest’anno siamo riusciti a predisporre un bilancio previsionale 2012 per un importo complessivo di ben 539 milioni di euro.
Con questa manovra siamo in grado di garantire il rigore finanziario e la solidità del bilancio dell’Ente, che ci è stata riconosciuta ufficialmente anche dalla recente sentenza della Corte dei Conti. Ma al tempo stesso riusciamo a mantenere gli impegni assunti con un Piano degli Investimenti che prevede la realizzazione di opere per 533 milioni nel periodo 2008-2012, di cui circa 30 milioni di euro solo quest'anno.
Inoltre, investiamo risorse per il sostegno allo sviluppo economico, per l’edilizia scolastica, la viabilità, la formazione e il lavoro ed, in particolare, per l’imprenditoria giovanile, la creatività e l’innovazione, attraverso cinque bandi del valore complessivo di 8,5 milioni di euro per dare energia fresca alle imprese. Senza mai dimenticare gli interventi di welfare in favore della solidarietà e della coesi...
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La Lettera di Antonio Rosati*
Nella Provincia virtuosa che paga in tempo i fornitori
Caro Direttore,
ieri il vicepresidente di Confindustria Antonello Montante giustamente sconcertato scriveva un preoccupato ed efficace articolo sui pagamenti della pubblica amministrazione oramai così dilazionati nel tempo da costituire “un'emergenza nazionale” e il cui sblocco “rappresenterebbe una misura fondamentale per la crescita del paese”. Siamo completamente d'accordo. Perché non tutta la pubblica amministrazione tratta in modo così indecente i suoi fornitori! La Provincia di Roma, infatti, paga entro i 90 giorni. Tutti i fornitori. Auspichiamo dunque, insieme al vicepresidente Montante, che la direttiva europea sul tempo dei 60 giorni sia recepita dall'Italia: lo abbiamo quasi fatto da soli in un contesto assai difficile, non avremo difficoltà ad osservarla in presenza di strumenti governativi. Siamo inoltre d'accordo sulla proposta di modificare il patto di stabilità interno: abbiamo in questo senso già presentato come sistema degli enti locali una proposta di modifica, naturalmente a saldo zero. Una proposta che consentirebbe tra l'altro di recuperare l'Iva da parte dello Stato. Non solo: la provincia di Roma non ha mai contratto prestiti con banche internazionali che contenessero fascinosi e tossici derivati. Così, come nella famosa media del mezzo pollo a testa, esist...
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da sergio mustaro
Data e ora 14/01/2012 17.37.32
Caro Antonio, come al solito hai colpito nel segno; solo che lettere come le tue non dovrebbero essere 'isolate' alla sola Unità, ma dovrebbero essere pubblicate sui giornali di portata nazionale in modo che non solo 'il negativo' faccia notizia, ma che qualche volta anche i virtuosi abbiano la loro vetrina nazionale.
La tua conduzione del denaro pubblico dovrebbe essere una 'normalità', ma in questo, me lo permetti, marciume deve essere portata come esempio, come NOTIZIA in maniera che tutti sappiano che la serietà, competenza, impegno portano a ottimi risultati. Ma si sa, purtroppo, il positivo non fa notizia e quindi viene relegato a un giornale di partito che solamente noi stessi leggiamo e che quindi rimane isolato.
Facciamo del tutto per portare il positivo al di fuori del nostro ambito (io ho mandato il tuo articolo a molti dei miei conoscenti e ne parlo non appena ne ho l'occasione).
Con la speranza che l'uteriore abbattimento del reating a livello nazionale non 'punisca' ulteriormente il tuo ottimo lavoro, invio un caloroso abbraccio.
Sergio
Il dibattito nel Partito democratico sul risanamento dei conti pubblici e sulle strategie per uscire dalla crisi non può essere ridotto a uno dei tanti motivi di scontro tra “correnti”; si tratta, invece, di una questione strategica che coinvolge il futuro di tutto il centro sinistra e del Paese. Sarebbe un errore separare il tema dell’economia da quello del superamento del governo Berlusconi: crisi economica e decadenza del berlusconismo (e del modello di opposizione politica a esso speculare) sono due facce della stessa medaglia.
È evidente che un Paese come il nostro, arrivato alla crisi del 2008 fiaccato da anni di bassa crescita, con uno dei debiti pubblici più alti del mondo e con una contenuta capacità di innovazione sistemica, abbia oggi di fronte a sé sfide più impegnative di altri. Se siamo tutti d’accordo nel riconoscere l’Europa come il nostro asse di riferimento, è fuorviante dividersi tra chi crede nella politica di risanamento necessaria per la nostra permanenza nell’Euro e chi vede nella Bce la longa manus del neo-liberismo. Se è eccessivo giudicare il risanamento come un obiettivo neutro (le ricette da utilizzare, infatti, possono essere molto diverse), non si può neanche indicare in questo la causa dei mali italiani. Il risanamento è imprescindibile, non solo per consentire il collocamento a costi contenuti dei nostri titoli e impedire il default, ma anche pe...
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